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Film lacrimale e Cornea

cornea

Raffigurazione schematica della cornea, mediante sezione passante per la camera anteriore

La prima struttura dell’occhio incontrata da un raggio di luce
La prima struttura incontrata da un raggio di luce è il film lacrimale. La superficie oculare deve essere tenuta costantemente umida. Per ottenere questo, esistono ghiandole che producono le lacrime ed uno speciale olio che si mescola alle lacrime e riveste la superficie dell’occhio. Il film lacrimale riveste la cornea che è una struttura completamente trasparente paragonabile al vetro dell’orologio. La riduzione o la mancata produzione di lacrime (occhio secco) può alterare la vista e provocare arrossamento e fastidio. Dietro la cornea, entriamo in uno spazio chiamato camera anteriore che è riempito da un liquido otticamente trasparente chiamato umor acqueo. L’umor acqueo è responsabile del mantenimento della pressione intraoculare. Alterazioni della produzione e del deflusso dell’umor acqueo possono portare a valori di pressione intraoculari elevati e al glaucoma

Iride

irideL’iride, la parte dell’occhio responsabile del colore
Dentro la camera anteriore c’è l’iride. L’iride è la parte dell’occhio responsabile del colore. E’ di forma rotonda e presenta al centro un foro, la pupilla. L’iride funziona come un diaframma di una macchina fotografica, dilatando e restringendo la pupilla per permettere alla luce di entrare a seconda delle condizioni di illuminazione.

Rappresentazione schematica dell’idrodinamica dell’umor acqueo. L’umore acqueo prodotto dall’epitelio non pigmentato del corpo ciliare (3) lascia la camera anteriore attraverso la regione trabecolare e il canale di Schlemm (1) e in minima parte attraverso l’uvea (2).

Retina

retinaLa retina è un sottile foglietto spesso circa 0,4 millimetri, circa metà dello spessore di una carta di credito. Essa riveste la porzione interna della parte posteriore dell’occhio e si estende in avanti fino ala porzione ottico dell’occhio cioè cornea, iride e cristallino. La retina è composta da 5 tipi diversi di neuroni.  I fotorecettori, come dice la parola stessa, sono stimolati dalla luce. La via più semplice e comune che porta le informazioni dall’occhio al cervello passa attraverso i fotorecettori, le cellule bipolari e le cellule ganglionari. Ogni cellula ganglionare ha un lungo prolungamento chiamato assone che attraversa la superficie della retina, arriva al disco ottico per entrare dentro al nervo ottico. Le cellule amacrine e orizzontali servono per arricchire e migliorare il rendimento della retina.
La retina contiene circa 100 milioni di fotorecettori, 10 milioni o quasi di cellule orizzontali, bipolari e amacrine, e circa 1,25 milioni di cellule ganglionari. Ognuna di queste differenti tipi di cellule occupa un determinato strato dello spessore della retina. I fotorecettori sono situati nella parte più esterna della retina, di conseguenza la luce deve attraversare quasi tutto l’intero spessore della retina prima di arrivare al segmento esterno dei fotorecettori che contiene le molecole di pigmento visivo specializzato per catturare la luce. La retina dei vertebrati possiede due tipi di fotorecettori, i coni e i bastoncelli. I bastoncelli sono in grado di indurre un aumento della percezione di luminosità in condizione di scarsa illuminazione ma perdono questa loro capacità in condizione di forte illuminazione. I coni invece funzionano molto bene in condizioni di forte illuminazione come nelle giornate molto terse e assolate. Sebbene i coni si possono trovare un pò su tutta la retina, essi sono particolarmente concentrati nella macula che costituisce il centro della retina. All’interno della macula è presenta una zona definita fovea. Per meglio comprendere cosa è la fovea facciamo un esempio: quando guardiamo qualcosa, giriamo gli occhi in modo tale che l’immagine vada a cadere esattamente sulla fovea. La fovea è situata a circa 5 mm dal disco ottico come è mostrato nella figura della superficie posteriore dell’occhio.

retinanormale retino

Quando guardiamo un oggetto quello che vediamo sono in realtà i fotoni  che provengono da quell’oggetto e che vengono catturati dal nostro occhio.
Una volta attraversata la pupilla si vanno a concetrare in un piccolo punto  della retina che è appunto la fovea che risulta costituita in granparte da coni. I coni possiedono al loro interno un pigmento visivo che cattura i fotoni. Nel giro di 0,1 secondi la distribuzione spaziale dei fotoni che provengono da un oggetto potrebbe assomigliare a questo disegno:

retinaA sinistra del disegno abbiamo rappresentato il piccolo punto sulla tua fovea ingradito di 100 volte in cui i coni sono rappresentati dalle cellette esagonali visibili sullo sfondo e i fotoni sono rappresentati da piccoli punti neri. Circa la metà dei fotoni provenienti dall’oggetto che colpiscono la  retina cadono all’interno del cerchio bianco più grande e il 25% del totale cade all’interno del piccolo cerchio bianco, dove si trovano molto concentrati. L’immagine dell’oggetto che stiamo guardando cade proprio  all’interno del cerchio bianco più piccolo che contiene circa 30 coni. retinaI coni sono in contatto con una serie di altre cellule nervose contenute negli strati retinici che portano il segnale fino allo strato delle fibre nervose, il più interno della retina, che passano attraverso il disco ottico ed escono dall’occhio grazie al nervo ottico. Da qui le fibre nervose percorrono il cervello fino a giungere nella zona del Sistema Nervoso deputata a trasformare gli stimoli provenienti dalla retina in immagini e che è situata nella parte posteriore della testa, in una regione che si chiama occipitale.

Nervo ottico

nervoStruttura che trasporta gli impulsi elettrici provenienti dalla retina fino al cervello.
Il nervo ottico è quella struttura che trasporta gli impulsi elettrici provenienti dalla retina fino al cervello dove sono interpretati come immagine visiva. Il nervo ottico consiste in un fascio di circa un milione di fibre nervose. Il punto attraverso il quale il nervo ottico esce dall’occhio, rappresenta la “macchia cieca” in quanto non ci sono bastoncelli e coni in questa sede. Normalmente una persona non nota la macchia cieca perché il movimento rapido degli occhi e l’elaborazione del cervello compensano l’assenza d’informazioni. Nel glaucoma, il nervo ottico è danneggiato spesso come conseguenza di una aumentata pressione intraoculare.

Vitreo

Il vitreo è una sostanza trasparente simile ad un gel che riempie il bulbo oculare. Dietro al cristallino si trova il vitreo. Il vitreo è una sostanza trasparente simile ad un gel che riempie il bulbo oculare. Durante lo sviluppo il vitreo aderisce alla retina sottostante. Con l’età, il vitreo diventa più ricco in acqua e può staccarsi dalla retina. Spesso, piccole parti del vitreo degenerato possono fluttuare e vengono percepite come delle mosche volanti. Sebbene la visione di mosche volanti sia in molti casi benigna, a volte possono essere un segno di una rottura o di distacco della retina e dovrebbero essere sempre valutate da un attento esame oculistico